Scrivono di lui

ANITA INTROCASO

Premessa…o forse qualcosa di più… estratto di Frammenti di un artista, 2008

Scrivere di un artista, non è impresa facile. Hai sempre la sensazione di non aver “rubato” abbastanza informazioni e nel preciso istante in cui cerchi di estrapolare a parole l’essenza di tale creatività, ti senti quasi un idiota. Sono caduta nella trappola anche questa volta? Quasi d’istinto ho accettato di misurarmi con una nuova sfida, allettata dall’idea di sua figlia Chiara: ”Realizzare un nuovo articolo su Bruno Sapiente, magari da pubblicare sul web!”. Entusiasta della sfida, mi preparo all’incontro. 25 maggio 08, una giornata serena, forse il meglio che la bella stagione potesse riservare per l’occasione. Durante il viaggio per Piacenza, meditavo…”Non so nulla di lui, non ho preparato alcuna domanda. Il materiale visionato frettolosamente ha lasciato ben poco nella mia mente, anzi, ha aumentato la confusione. Mi sento come un soldato che parte per la battaglia senza armi! E’ tutto misteriosamente nuovo, anche gli angoli della città in cui risiede. Forse è stato sfrontato pensare alla spontaneità dell’incontro…” Bruno Sapiente è alla finestra, saluta. Lo sguardo penetrante, nonostante la distanza, mi inonda di timori… Il benvenuto nella sua dimora è cordiale, quasi informale, come se fosse già preparato a misurarsi con la mia curiosità. Pochi istanti e vengo subito attratta dalle sue creazioni collocate sulle pareti… E’ come se volessero parlarmi, ma ancora non riesco ad ascoltarle… Maggiore emozione entrando nel suo studio: una confusione ordinata, l’odore intenso della creazione, i protagonisti di quello che sarà il nostro colloquio, colori, tele, matite, cavalletti, carte. Sfodero, quasi con vergogna, il mio fedele registratore, non posso perdermi nulla! Parole, accenni, silenzi, qualsiasi cosa pur che mi parli di Bruno Sapiente. Dalle prime battute intuisco un piglio di riservatezza che pian piano evolve in un dialogo sciolto, quasi confidenziale. Spesso interrompo, chiedo chiarimenti e inspiegabilmente le mie domande sono spontanee, perfettamente provocate dal racconto dell’artista. Ritornando a casa una sola domanda mi tormenta:”Sarò capace di tale compito? Sarò in grado di DIPINGERE CON LE MIE PAROLE un degno ritratto di Bruno Sapiente?” All’inizio è stato un tormento! Non trovavo la chiave d’accesso per entrare nel suo mondo. Riascoltavo in continuazione i miei nastri: Date di mostre, tecniche usate, movimenti artistici, vicende personali. Niente, non dicevano nulla! Per quanto mi sforzassi ero consapevole che in tali condizioni avrei realizzato un articolo piatto e scontato, senza anima. Parole come “Panneggio”, “Stratificazioni”, “Frammenti” risuonavano nella mia mente quasi ossessivamente, ma senza trasmettermi emozione! Non capivo! Ero tentata di rinunciare, quando una sera mi venne in mente una frase di Sapiente: “Se non c’è anima in un lavoro, non c’è nulla. La lettura delle mie opere va fatta non per quello che vedi, ma per quello che è celato, che si intravvede; sotto c’è un mondo: è lì che risiede l’emozione”. Ripensando a quel pomeriggio d’incontro, mi balenò subito in mente, quello che avevo provato davanti alle sue opere. Fu una folgorazione! Il mondo di Sapiente era lì! Dovevo solo leggerlo con attenta sensibilità e guardare oltre… Sfogliando i suoi cataloghi, opera dopo opera, ho compreso cosa c’era dietro un panneggio, un frammento, ho capito i passaggi dal rigore delle linee geometriche, all’evolversi delle forme. Finalmente ho chiaro cosa significa per Sapiente vivere di arte: sacrifici, emozioni, soddisfazioni, voglia di comunicare i tormenti e le gioie della propria anima. Consapevole del potere limitato delle mie parole, mi appresto a raccontare Sapiente e chissà se il lettore riuscirà a viver la mia stessa gioia di scoperta, chissà se riuscirà a cogliere almeno i “Frammenti di un artista”.