Scrivono di lui

GABRIELE DADATI

Regole del viaggio, catalogo della mostra “Appunti”, Punto Einaudi, Brescia, 29 settembre – 13 ottobre 2007, Fantigrafica, Cremona 2007


Il progetto artistico portato a compimento da Bruno Sapiente in questa mostra è quello di mettere in scacco lo specifico dei cinque pezzi presentati consegnandoli a un vero e proprio ritmo complessivo. Ecco che allora i dipinti non navigano più in solitaria ma finiscono per costituire una frase in cui la sequenza stabilita è la sintassi che regge il racconto e le tele le parole di quello stesso racconto: la narrazione di un viaggio ben ancorato alla linea dell’orizzonte bassa, bituminosa che s’ispessisce nel procedere e che lascia forse intravedere, giusto all’inizio (primo pezzo), l’alonatura di un mare benedetto da una strisciata di luce che percorre il cielo.

E così le carte, con i panneggi ben consueti a questo pittore, sono gli appunti degli incontri fatti, le riflessioni e i rinvenimenti anche se non mai pacificati: bisognerebbe infatti levarle per scoprire cosa celano correndo così il rischio che a ogni passo si spalanchi l’abisso. – Il quinto pezzo poi, che è quello rosso indipendentemente dall’ordine del presente allestimento, è un sollevarsi al cielo di chi ha fatto a lungo esperienza del mondo e alla resa dei conti ha richieste da porre a un livello superiore. Bello quindi constatare la lamina che discende a rischiarare come un’epifania.

Infine è bene insistere sul progetto di questa mostra, e per due motivi.

Il primo è che quest’ultima maniera di Sapiente, in corso ormai da anni, ha sempre richiesto da parte dell’artista, tela dopo tela, un impegno strenuo nel ricondurre i frammenti a un’unità difficile da trovare, e qui la prova è superata ancora meglio del solito: non solo infatti ogni pezzo è in sé organismo che funziona, ma va anche a far collezione coesa con gli altri in un discorso organizzato. Il secondo è che anche chi pur dopo quasi un secolo non dovesse aver ancora familiarizzato con l’astrazione (si intenda per Sapiente il termine ‘astrazione’ come un modo di fare, non in senso proprio, storico), la troverà in mostra addomesticata da un narrare ben coinvolgente.